I nostri consigli

I nostri consigli (4)

Lunedì, 18 Maggio 2020 08:56

MANUTENZIONE ORDINARIA CONDIZIONATORI

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La manutenzione dei climatizzatori è obbligatoria per legge dal 2014, non farla comporta delle multe e sanzioni economiche facilmente evitabili. Oltre all’obbligo normativo sono diversi i vantaggi di fare una corretta manutenzione degli impianti di climatizzazione. Pulire, igienizzare, controllare e revisionare l’impianto ti fa respirare un’aria più pulita e sana e ti permette di risparmiare avendo un impianto di condizionamento energeticamente efficiente. Le attività di manutenzione ordinaria servono per garantire il corretto funzionamento del tuo impianto di condizionamento. Un tecnico durante un’attività di manutenzione ordinaria effettua i seguenti lavori: Pulizia del motore (unità esterna) e degli split (unità interna). Pulizia o sostituzione del filtro dell’aria del condizionatore. Sanificazione dell’impianto e delle batterie interne. Verifica di eventuali perdite di gas refrigerante. Le attività di manutenzione ordinaria non richiedono particolari certificazioni ma è sempre meglio rivolgersi a tecnici abilitati e certificati con patentino FGas (tecnici abilitati ad operare con gas refrigeranti). Gli unici che in caso di perdite di gas sono abilitati e riparare la perdita ed ad effettuare la ricarica del gas del condizionatore.

 

Quando è obbligatorio il libretto di impianto condizionamento

dal marzo del 2014 con il D.M. 10 Febbraio 2014 è obbligatorio avere un libretto di impianto termico per tutti gli impianti di climatizzazione estiva ed invernale, a prescindere che si tratti di una nuova installazione o di una già esistente. La normativa riporta che qualsiasi impianto termico estivo o invernale deve essere dotato di libretto di impianto. Quindi, per il nostro impianto di climatizzazione estiva, compresi gli splitter, è obbligatorio avere il libretto di impianto per i condizionatori. Se hai già un libretto di impianto per l’impianto di riscaldamento, le legge prevede che ne venga prodotto uno unico sia per l’impianto estivo che per quello invernale. Per questo motivo si parla di libretto di impianto unico obbligatorio. E nel caso di impianto di riscaldamento centralizzato? Avrai un libretto per il tuo impianto di condizionamento, mentre l’amministratore di condominio avrà quello per l’impianto di riscaldamento centralizzato. E’ importante ricordavi che, come precisa la normativa, è vostra responsabilità richiedere i controlli e richiedere le opportune verifiche ad un installatore certificato. Il professionista può, eventualmente, essere delegato da voi come “terzo responsabile” per poter firmare il libretto unico.

 

Obbligo manutenzione condizionatori: quando è obbligatoria

La legge stabilisce che oltre ad avere il libretto di impianto, è obbligatorio fare dei controlli periodici di efficienza energetica. L’obbligatorietà dei controlli si applica se la potenza termica dell’impianto è superiore a 12kW, come previsto all’articolo 8 D.P.R. 74/2013. Ricordiamo che, per fare i calcoli, dovete sommare tutte le potenze dei condizionatori che sono in casa. Volendo calcolare kW in BTU dei condizionatori possiamo vedere che 12kW corrispondono a circa 41.000 BTU/h. Manutenzione periodica climatizzatori: ogni 2 o 4 anni Nel DPR 74/2013 viene definita la periodicità della manutenzione dei condizionatori. Cioè ogni quanti anni devi fare i controlli di efficienza energetica per l’impianto di climatizzazione con condizionatori sulla base della tipologia di impianto, il tipo di alimentazione e la potenza termica espressa in kW. La seguente tabella definisce ogni quanto fare la manutenzione periodica dei condizionatori, se ogni 2 o 4 anni, in base alla caratteristiche.

 

Ti ricordiamo che viene anche fissato il limite di temperatura dei singoli ambienti. Nel caso di impianto di climatizzazione estiva, la media delle temperature dei locali raffrescati dai condizionatori non deve essere minore di 26 °C. Per i più calorosi, c’ è una tolleranza di – 2 °C per tutti gli edifici.

 

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Lunedì, 18 Maggio 2020 08:53

CONTO TERMICO 2.0

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Il Conto Termico - ricorda il GSE - incentiva interventi per l'incremento dell'efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili per impianti di piccole dimensioni. I beneficiari sono principalmente le Pubbliche amministrazioni, ma anche imprese e privati, che potranno accedere a fondi per 900 milioni di euro annui, di cui 200 destinati alle PA.

Grazie al Conto Termico è possibile riqualificare i propri edifici per migliorarne le prestazioni energetiche, riducendo in tal modo i costi dei consumi e recuperando in tempi brevi parte della spesa sostenuta. 

I soggetti che possono richiedere gli incentivi del nuovo Conto Termico sono:
- le Pubbliche amministrazioni, inclusi gli ex Istituti Autonomi Case Popolari, le cooperative di abitanti iscritte all'Albo nazionale delle società cooperative edilizie di abitazione e dei loro consorzi costituiti presso il Ministero dello Sviluppo Economico, nonché le società a patrimonio interamente pubblico e le società cooperative sociali iscritte nei rispettivi albi regionali;
- i soggetti privati. L'accesso ai meccanismi di incentivazione può essere richiesto direttamente da questi soggetti o tramite una ESCO: le Pubbliche amministrazioni dovranno sottoscrivere un contratto di prestazione energetica, i soggetti privati un contratto di servizio energia.

L'accesso agli incentivi può avvenire attraverso due modalità:
- Accesso Diretto: la richiesta deve essere presentata entro 60 giorni dalla fine dei lavori. È previsto un iter semplificato per gli interventi riguardanti l'installazione di apparecchi di piccola taglia (per generatori fino a 35 kW e per sistemi solari fino a 50 m2) nel caso di installazione di componenti con caratteristiche garantite che sono contenuti nel Catalogo degli apparecchi domestici, pubblicato e aggiornato periodicamente dal GSE;
- tramite Prenotazione: per gli interventi ancora da realizzare, esclusivamente nella titolarità delle PA o delle ESCO che operano per loro conto, è possibile prenotare l'incentivo prima ancora che l'intervento sia realizzato e ricevere un acconto delle spettanze all'avvio dei lavori, mentre il saldo degli importi dovuti sarà riconosciuto alla conclusione dei lavori, in analogia a quanto viene attuato per la modalità in Accesso Diretto.

Lunedì, 18 Maggio 2020 08:50

LA CARTA DI IDENTITÀ DELLA CALDAIA

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  • La legge prevede anche di effettuare, ogni 4 anni per le caldaie autonome con potenza inferiore a 35 kw e con meno di 8 anni di vita, il controllo dell’efficienza energetica, meglio conosciuta anche come verifica dei fumi o bollino; per le caldaie più vecchie di 8 anni la frequenza sale a ogni 2 anni.   Il controllo consiste nella pulizia del bruciatore e dello scambiatore primario, dello scarico dei fumi e della ventilazione.  Si tratta di operazioni utili a conservare l’impianto in uno stato efficiente e funzionale, che assicurano la sicurezza dell’impianto, fanno lavorare meglio la tua caldaia e quindi inquinano meno e contribuiscono, inoltre, ad evitare i classici incidenti causati da fughe di gas e/o ritorni di monossido (CO) in ambienti abitati.
  • Il tecnico che esegue le operazioni di controllo dell’impianto, deve rilasciare un rapporto di controllo da allegare al libretto di impianto, trasmettendone una copia all’autorità competente, Comune o Regione (a seconda della densità di popolazione).
  • Il costo per il controllo dell’emissioni di fumi può variare molto in base al tipo di caldaia gas/gasolio e dalla potenza dell’impianto, indicativamente può oscillare fra le 60 e le 150 euro (iva comp.).  Infine è bene sapere che dal 15 ottobre 2014 è in vigore un nuovo libretto di impianto che deve essere compilato la prima volta dal tecnico che effettua la prima installazione e successivamente dal tecnico abilitato alla manutenzione.  Si tratta della “carta d’identità” che per legge deve riportare i dati del cliente, il numero di matricola dell’apparecchio, la targa dell’impianto trasmetta all’ente competente e i risultati degli interventi di manutenzione nonché i dati relativi all’analisi dei fumi.  Il vecchio libretto deve essere conservato perché rappresenta la documentazione storica della caldaia

1 – Fare la manutenzione periodica degli impianti. È la regola numero uno, sia per motivi di sicurezza sia per evitare sanzioni: un impianto ben regolato e ben mantenuto consuma e inquina meno. E’ bene verificare sul libretto uso e manutenzione della caldaia la periodicità consigliata per la manutenzione. Il costo per operazioni di manutenzione ordinaria va dai 60 agli 80 euro, salvo il costo di eventuali pezzi di ricambio.
• 2 – Controllare la temperatura ambiente. Scaldare  troppo la casa fa male alla salute e alle tasche. La normativa consente una temperatura di 20 – 22°, ma 19° sono più che sufficienti a garantire il comfort necessario: attenzione, ogni grado abbassato fa risparmiare dal 5 al 10% sui consumi di combustibile.
• 3 – Usare i cronotermostati intelligenti. Questi moderni dispositivi elettronici e le App con cui è possibile gestirle attraverso il nostro smartphone aiutano a risparmia energia perché consentono di regolare la temperatura ed il tempo di accensione dell’impianto solo quando è necessario.
• 4 – Applicare valvole termostatiche. Queste apparecchiature, applicate su ciascun termosifone, aprono o chiudono la circolazione dell’acqua calda e consentono di mantenere costante la temperatura impostata,  concentrando il calore  negli ambienti più frequentati ed evitando sprechi di energia.
• 5 – Attenti alle ore di accensione. Il tempo massimo di accensione giornaliero è indicato per legge e cambia a seconda delle 6 zone climatiche in cui è suddivisa l’Italia. Gli impianti che hanno applicato cronotermostati, valvole termostatiche e, nei condomini, i ripartitori di calore, possono tenere acceso l’impianto di riscaldamento anche H 24.
• 6 – Installare pannelli riflettenti tra muro e termosifone. È un ‘trucco’ semplice ma molto efficace per ridurre le dispersioni di calore.
• 7 – Schermare le finestre la notte. Chiudendo persiane e tapparelle si riducono le dispersioni di calore verso l’esterno.
• 8 – Evitare ostacoli davanti e sopra i termosifoni. Mettere tende o mobili davanti ai termosifoni o usare i radiatori come asciuga biancheria disperde calore ed è fonte di sprechi
• 9 – Fare il check up alla propria casa. L’isolamento termico su pareti e finestre dell’edificio è un aspetto da non trascurare: se la costruzione è stata fatta prima del 2008, probabilmente non rispetta le attuali normative sul contenimento dei consumi energetici e conviene valutare un intervento per isolare le pareti e sostituire le finestre: si  riducono i consumi di energia fino al 20% e si può usufruire della detrazione fiscale del 65% sui costi dell’intervento.
• 10 – Rinnovale l’impianto di riscaldamento. Se l’impianto ha una caldaia tradizionale, conviene valutarne la sostituzione con una a condensazione che, recuperando il calore dei fumi di combustione fa risparmiare energia. Se l’impianto è abbastanza vecchio, conviene valutare il rinnovo dell’intero impianto, ad esempio con le nuove caldaie a biomasse, le pompe di calore, o con  impianti integrati dove la caldaia è alimentata con acqua preriscaldata da un impianto solare termico e/o da una pompa di calore alimentata da un impianto fotovoltaico. Per tutti questi interventi si può usufruire della detrazione fiscale del 65% per la riqualificazione energetica degli edifici.