Spese per il riscaldamento sotto controllo: valvole termostatiche obbligatorie entro fine 2016

Il decreto legislativo approvato dal Governo il 30 giugno, che impone la termoregolazione in tutti gli edifici, va in parte a disciplinare materie già oggetto di legislazione regionale. I contabilizzatori, dunque, dovranno essere installati in tutta Italia entro il 31 dicembre 2016. Ma due regioni già hanno legiferato in questo senso. Lombardia Piemonte già da tempo hanno fissato, rispettivamente, i termini del 1° agosto 2014 e del 1° settembre 2014 per l’adozione delle valvole termostatiche e della contabilizzazione, anche se la Lombardia sanzionerà l’inadempimento solo a di Edoardo Riccio – Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/znYvSd

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Conviene comprare uno scaldacqua a pompa di calore?

Uno scaldabagno a pompa di calore conviene?

La risposta è un secco sì.
Possiamo dire che lo scaldaacqua a pompa di calore,  in funzione della quantità di acqua calda richiesta, può ridurre la spesa per il servizio di un 70-75% rispetto a uno scaldabagno elettrico di pari capacità, senza perdere nulla in termini di comfort. Insomma, al pari di quantità, qualità e disponibilità di acqua calda, uno scaldabagno a pompa di calore consente una riduzione della spesa elettrica del 70-75% a fronte, però, di un maggior investimento iniziale per l’acquisto.

Una famiglia composta da 2 persone, consuma annualmente circa 1.350 kWh per il funzionamento dello scaldabagno elettrico. Considerando un costo per kWh di 0,225 €, vale a die una spesa di 360 €. Con uno scaldacqua a pompa di calore, la stessa famiglia, senza ridurre i consumi, andrebbe a risparmiare 235 € circa pagando, annualmente, per la produzione di acqua calda sanitaria, solo 125 € con un risparmio del 70%. Nei modelli più efficienti di scaldacqua a pompa di calore il risparmio può oscillare addirittura tra il 75 – 80%.

Stando a questi risparmi, non è difficile calcolare se conviene comprare uno scaldabagno a pompa di calore! Stimando, in un nucleo familiare composto da 4 persone, un risparmio di circa 470 € all’anno, sarà facile capire in quanto tempo il prezzo d’acquisto dello scaldabagno con pompa di calore sarà ammortizzato.

In Italia sono tutt’oggi in funzione oltre 10 milioni di scaldabagni (a gas o elettrici) obsoleti e che portano alti consumi energetici. Stando alle statistiche (elaborazioni CRESME/SI), in Italia, si stimano 7,8 milioni di scaldabagni elettrici e 3,0 milioni di scaldacqua a gas a bassa efficienza. Ciò vuol dire che nel nostro paese manca ancora una mentalità volta alle risorse rinnovabili e al risparmio energetico e non è difficile intuire che non saranno poi così numerose le famiglie che decideranno di comprare uno scaldaacqua a pompa di calore! Tra i limiti iniziali, oltre alla mancata cultura/mentalità, vi sono i prezzi d’acquisto che, per fortuna, sono ammortizzati in parte da incentivi e detrazioni fiscali.

Lo scaldacqua a pompa di calore è disponibile in diverse versioni. Ne esistono modelli murali, a pavimento o a split con litraggi che vanno da 80 litri a 300 litri.

Scaldacqua a pompa di calore, incentivi e detrazioni fiscali

Chi deve sostituire il vecchio scaldabagno, che sia elettrico o a gas, per puntare alla massima efficienza ha due strade: uno scaldacqua con collettore solare oppure, in mancanza di una superficie o di adeguati orientamenti, uno scaldacqua a pompa di calore.

Tra i vantaggi del consumatore, oltre al risparmio energetico in bolletta, vi è la rivalutazione dell’unità abitativa che, in ogni caso, ne guadagna di comfort e in termini di classe energetica.

Sul fronte delle agevolazioni sui prezzi d’acquisto di scaldabagni a pompa di calore, quadrano le detrazioni fiscali o il conto termico. Le detrazioni fiscali prevedono agevolazioni in forma di sgravio fiscale e si ottengono al momento della dichiarazione dei redditi. Il conto termico è un incentivo vero e proprio, erogato in forma di rimborso sul costo d’acquisto dell’apparecchio.

Per quanto riguarda le detrazioni fiscali, il consumatore può contare sul Bonus ristrutturazioni o sull’Ecobonus. Il Bonus ristrutturazione, mediante il bonus mobili, consente uno sgravio fiscale del 50% del prezzo d’acquisto dello scaldabagno a pompa di calore se questo acquisto avviene in concomitanza a un’opera di ristrutturazione dell’unità abitativa.

L’Ecobonus, invece, prevede uno sgravio fiscale che va dal 65% (se l’acquisto è dello scaldabagno a pompa di calore è concluso entro il 31 dicembre 2015) fino a un minimo del 36% se lo scaldacqua a pompa di calore è acquistato entro il 31 dicembre 2016. Il Conto termico non ha alcuna scadenza temporale ma è attivo fino all’esaurimento del capitale incentivante.

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Sostituzione della caldaia a gas Vs una Pompa di Calore ad alta efficienza

Convertire la caldaia a metano/GPL con una pompa di calore aria-acqua elettrica per abbattere costi e consumi.

La quasi totalità degli impianti di riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria installati adottano una caldaia a metano. Generalmente le caldaie a metano, specie se un po’ datate, trasformano in energia fruibile solamente l ’85% della reale potenzialità termica di un m³ di metano. Il rimanente 15% va disperso nello scarico fumi.
Nelle zone non raggiunte dalla rete del metano, dove si usa il GPL, i costi di esercizio sono ancora maggiori.

Al giorno d’oggi le nuove tecnologie ci permettono di migliorare le rese energetiche e dunque abbassare drasticamente i costi gestionali del gas metano e GPL.  Gli interventi di cui parliamo sono tutti di tipo “non invasivo”. Quindi un insieme di impianti la cui installazione non necessita dello stravolgimento della struttura abitativa (rompere muri, mattonelle, pavimenti, ecc..).

Gli interventi di cui vi sto parlando sono essenzialmente tre:

  1. Sostituire la vecchia caldaia a metano / GPL (o in alternativa integrarla) con una Pompa di Calore Aria/Acqua di nuova generazione, capace di portare la temperatura dell’acqua sino ad 80 °C.
  2. Integrare la pompa di calore con un impianto solare termico. Per riscaldarsi gratuitamente nelle stagioni calde e per diminuire i costi di riscaldamento nelle stagioni fredde.
  3. Installare un piano di cottura ad induzione magnetica per cucinare, da sostituire al vecchio piano cottura a gas.

Con questi tre punti non ho fatto altro che convertire tutto ciò che andava a metano/GPL in elettrico.
Qualcuno potrebbe storcere il naso, facendomi notare che i costi dell’energia elettrica per il riscaldamento sono assai superiori ai costi del metano. Questo è sicuramente vero se per riscaldarci utilizziamo uno scaldabagno elettrico qualsiasi.
Ma la pompa di calore è una macchina con resa energetica assai superiore a un normale scaldabagno elettrico e può arrivare a farci risparmiare fino al 60% rispetto a una vecchia caldaia a metano. Com’è possibile? Vediamo…

Sostituzione della caldaia con la pompa di calore elettrica

 

Il cuore del nostro nuovo impianto di riscaldamento sarà dunque una pompa di calore aria-acqua. La Pompa di Calore è una macchina, ad alimentazione elettrica, capace di sottrarre calore dall’aria esterna per trasferirla all’interno dell’abitazione moltiplicata per tot. numero di volte (per una spiegazione più accurata sul suo funzionamento clicca qui: funzionamento climatizzatori e pompe di calore).
In commercio esistono vari tipi e modelli di pompe di calore, in questo caso specifico caso sto parlando di pompe di calore aria-acqua, cioè macchine che trasferiscono il calore dall’aria all’acqua.
Ogni pompa di calore ha un suo coefficiente di resa, conosciuto come C.O.P. “coefficent of performance”. Oggi come oggi una buona pompa di calore aria-acqua ha un C.O.P. pari a 3.5 o superiore. Un COP pari a 3.5 significa che la macchina ha un rapporto di 1 a 3.5 , tra energia elettrica assorbita ed energia termica generata. Quindi se consuma 1 Kw di energia elettrica vuol dire che genera 3.5 Kw di energia termica. Ciò è possibile perché la maggior parte del calore viene prelevato dalla pompa di calore in modo completamente gratuito, sfruttando l’aria esterna, per poi trasferirla internamente nella nostra abitazione in un’apposita unità interna, con scambiatore di calore ad acqua.
pompa di calore ad alta efficenza
La pompa di calore dovrà essere dimensionata dall’installatore, con una taglia adatta a riscaldare un intero appartamento, visto che andrà a sostituire completamente la caldaia a metano. Prima però dovremo decidere quale tipo di pompa di calore aria-acqua installare, perché esistono essenzialmente due categorie:

  1. A bassa temperatura: la temperatura dell’acqua viene riscaldata fino a 55 °C ;
  2. Ad alta temperatura: la temperatura dell’acqua viene riscaldata fino a 80 °C.

Le pompe di calore che arrivano a 55 °C sono adatte per impianti radianti sotto pavimento. Installare un impianto sotto pavimento è un investimento redditizio in termini di risparmio energetico, ma è anche un installazione di tipo “invasiva”, in quando dovremmo smontare i radiatori e installare dei tubi di rame sotto il pavimento. Tubi dove scorrerà l’acqua calda con temperature intorno ai 35/40 °C.
La categoria che a noi interessa è la seconda, ad alta temperatura, cioè pompe di calore aria-acqua capaci di portare la temperatura dell’acqua fino a 80 °C. Temperature adatte per impianti dotati di normali termosifoni e quindi idonee a sostituire una caldaia a metano o gpl, senza bisogno di interventi invasivi.

Pannelli solari termici

Integrazione del solare termico alla pompa di calore

 

solare termico pannelliIl prossimo componente che completerà il nostro impianto a risparmio energetico è il solare termico. Per solare termico intendiamo quei pannelli solari, diversi dal fotovoltaico, che si installano sul tetto e che hanno la funzione di catturare i raggi del sole e riscaldare l’acqua. L’acqua riscaldata verrà poi stoccata in un apposito serbatoio d’accumulo, mantenendola calda e a nostra disposizione per svariate ore.
La dispersione di un buon serbatoio d’accumulo è di un solo grado ogni 24 ore. (Per maggiori informazioni sul funzionamento del solare termico clicca qui: funzionamento solare termico).

Il Solare Termico cattura calore dai raggi solari, dunque ha rendimenti altalenanti in base all’insolazione, al pari del fotovoltaico. Di giorno produce e di notte no, nella bella stagione ha delle rese molto elevate, mentre d’inverno sono più basse. Quindi ha una produzione di calore discontinuo, per questo motivo ha bisogno di un volano termico, ovvero un serbatoio di accumulo capace di immagazzinare l’energia termica prodotta di giorno e renderla disponibile anche di notte.
Con il solare termico, in ogni caso, produciamo acqua calda gratis per 9 mesi all’anno, abbassando i nostri costi energetici di un 20%, se ben dimensionato.

Facciamo un po’ di conti

Calcoli sul risparmio effettivo dopo la sostituzione della caldaia

In questa fase farò un semplice esempio comparativo tra i costi energetici di una caldaia a metano di vecchio tipo e una pompa di calarore aria-acqua, intregrata con due pannelli solari.

Caldaia a metano

  • 1 m³ di metano ha un costo di circa 0.90 €;
  • 1 m³ di metano produce 9.000 calorie nel migliore dei casi;

Pompa di calore

  • il costo al Kw/h dell’ energia elettrica è mediamente 0.22 €
  • il COP di una buona pompa di calore aria-acqua è 3.5

Per produrre 9000 calorie con la pompa di calore elettrica devo suddividere tale cifra per il COP (mettiamo 3.5, che di solito è un valore minimo).
9000 / 3.5 = 2.57 kW (consumi elettrici di una pompa di calore, con COP 3.5, per produrre 9000 calorie al pari di 1 m³ di metano).
Adesso moltiplicando per 0.22€ (costo medio di mercato dell’energia elettrica al kW/h) otterremo il costo energetico di produzione di 9000 calorie con la pompa di calore, che verrà poi confrontata con il costo energetico di produzione di 1 m³ di metano che è 0.90 € .
0.22€ * 2.57 kW = 0.56 € (costo di una pompa di calore per produrre 9.000 calorie)
Come vedete per produrre la stessa energia termica di 9.000 calorie con il metano spendo 0,90 €. Con la pompa di calore elettrica 0.56 €, con un risparmio netto di 0.33 €, che corrisponde ad un risparmio del 37 %.

Ma non è ancora tutto, perché non abbiamo inserito altri dati molto importanti:
1) le perdite di rendimento delle caldaie a metano vecchie del 15%;
2) le pompe di calore, aggiungendo l’integrazione del solare termico, hanno una resa del + 20%.

Esempio pratico di una pompa di calore aria-acqua con COP 3.5 ,integrata con due pannelli solari

Facciamo ora un esempio abbastanza realistico. Ipotizziamo che la nostra casa sia a due piani, con una superficie totale di 160 m², vetri doppi senza isolamento termico sui muri perimetrali, una caldaia a metano murale da 23.000 Kcal con 15 anni di vita (quindi non a condensazione) .
Ipotizziamo anche che la famiglia che la abita sia composta da 4 persone, con una bolletta annua del metano pari € 2.200.
Con una semplice divisione capiremo quanti m³ di metano la famiglia consuma ogni anno. Basta infatti dividere il costo della bolletta del metano (2.200 €) per il costo del metano al m³ (0.90 €).
Quindi avremo: 2200 / 0.90 = 2444 m³ (metri cubi di metano consumati ogni anno).
Consideriamo che un 5% di tale consumo sia necessario solo per cucinare. Sottraendo questo 5% avremo 2.322 m³ destinati al riscaldamento e all’acqua sanitaria.
Abbiamo già detto che un m³ produce 9.000 calorie, che corrispondono a 9 Kilocalorie (Kcal.). Per ottenere il potere calorico di 2.322 m³ basta fare una semplice moltiplicazione: 2.322 * 9 = 20.890 Kcal/anno. (potere calorico della nostra caldaia).
Questo è il potere calorico annuo della nostra caldaia a metano se non ci fosse alcuna dispersione, ma visto che stiamo parlando di una caldaia abbastanza datata avremo sicuramente una dispersione nello scarico fumi. Rimaniamo in linea con le spiegazioni date, ammettendo che la dispersione sia pari al 15%. In tal caso il potere calorico non sarà 20.890, bensì:
20.890 – 15% = 17.756 Kcal/anno (Questa è l’energia termica realmente prodotta ed adoperata per il riscaldamento e l’acqua sanitaria).

Lasciamo per un attimo sola la nostra caldaia ed andiamo ad analizzare la pompa di calore (con integrazione del solare termico), che andrà a sostituirla.
Il solare termico abbiamo detto che ci fa risparmiare nel corso dell’anno almeno un 20% di energia. Per ottenere l’energia termica reale, che dovrà produrre la pompa di calore, dobbiamo dunque togliere questo 20%:
17.756 – 20% = 14.205 Kcal/anno (Kilocal. necessarie per l’acqua calda e per riscaldare casa con la pompa di calore).
Per capire quanto consumerà all’anno la pompa di calore, adeguatamente dimensionata per produrre 14205 Kcal/anno, non ci resta altro che dividere le Kcal. per il COP della pompa di calore (3.5):
14.205 / 3.5 = 4.059 Kw/anno (Kilowatt assorbiti ogni anno dalla Pompa di calore).
E quanto ci viene a costare un consumo di 4.059 Kw/anno ? Basta fare una moltiplicazione con il costo kw/h della corrente, che è 0,22 €/Kwh:
4.095 * 0,22 = 892 € (Costo annuo della bolletta elettrica, utilizzando una pompa di calore + solare termico). Siamo passati dai 2.200 € della caldaia a metano, a 892 € con la pompa di calore elettrica e il solare termico, con un calo effettivo sulla spesa annua di quasi il 60%.  Non male no?
Se invece di una caldaia a metano vi tocca sostituire una caldaia a GPL i risparmi effettivi possono arrivare fino all’80%!!

Contattaci per un preventivo

Ovviamente la spiegazione fin qui fatta era solo a titolo d’esempio e i numeri citati possono scostarsi anche di molto a seconda di vari fattori: tipo di caldaia, isolamento termico e l’esposizione della casa, contratto di fornitura elettrica e del metano, ecc..
Ci sono diversi aspetti da valutare per capire quale sia l’effettiva convenienza nel sostituire o meno la vostra caldaia.   La ns.  Azienda può fornirvi un chiarimento in merito, tramite un preventivo e un analisi accurata sullo studio di fattibilità, i costi, i risparmi e la possibilità di accedere agli sgravi fiscali, o agli incentivi.

Infatti per la sostituzione di vecchie caldaie (sia a metano che a GPL)  con delle pompe di calore e per l’installazione di pannelli solari, è previsto uno sgravio fiscale del 65%, o in alternativa, la possibilità di accedere agli incentivi del Conto Energia Termico.

Contattaci subito all’indirizzo email : info@calortec.net    o  tramite telefono al 347.9623417.

 

 

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APPROFITTA DEL “TASSO ZERO” con FINDOMESTIC per tutto il mese di Gennaio

Per iniziare bene il nuovo anno proponiamo il “tasso zero” per la sostituzione della tua vecchia caldaia e/o stufa a pellet.

 

 

Alcuni esempi :

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Manutenzione caldaia < 35 kw è obbligatoria ???

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In giro tante voci e tanta confusione… Alcune news apparse sul web circa la fine dell’obbligo di manutenzione annuale delle caldaie hanno creato non poca confusione nei cittadini.  Le notizie emerse dopo la pubblicazione del DPR 74/13 in realtà confondevano alcune voci, come per esempio, la manutenzione ordinaria e il controllo di efficienza energetica.  Il  DPR 74/13 ha prescritto l’obbligo di eseguire controlli di efficienza energetica con una cadenza quadriennale fino ad un max di potenza di 100 kw per il combustibile naturale , mentre la stessa, risulta dimezzata in caso di combustibili liquidi.  Da qui è partito il caos mediatico di alcune associazioni di categoria le quali sostenevano  (alcune lo sostengono ancora!)   che la manutenzione  (cosa ben diversa dal controllo di efficienza energetica)  venisse eseguita anch’essa ogni 4 anni a scapito della sicurezza.  Chi ha ben definito la diversità delle operazioni sopra descritte è il D.M. 22/11/2012 il quale tramite l’allegato A definisce i ruoli delle due operazioni affidando , ad una il controllo per l’efficienza energetica , all’altra, cioè la manutenzione il compito di preservare la sicurezza , si dico bene la sicurezza, parliamo di apparecchi a gas alimentati a corrente i quali riscaldano circuiti idrici a pressione!! Pertanto il DPR 74/13 tramite l’articolo 7 comma 1 definisce le scadenze delle manutenzioni ordinarie affidando in primis all’installatore o al manutentore il compito di indicare modalità e frequenze con le quali eseguire questi controlli.  In assenza di dette istruzioni ci si affida al costruttore dell’apparecchio, il quale indica nel libretto uso e manutenzione, le modalità e raccomanda per la sicurezza con che frequenza eseguirlo. In fine vi sono le norme Uni Ce.  Le sanzioni previste per gli utenti che non rispettano le prescrizioni sopra elencate partono da €. 500,00 fino ad un max di €. 3.000,00 mentre per gli operatori del settore , installatori e manutentori, che non danno delle direttive circa le manutenzioni , le sanzioni partono da € 1.000,00 fino ad un max di € 6.000,00.  Spero non prendiate il presente come una presa di posizione per ovvie appartenenze ma trattasi di un semplice chiarimento e di una giusta interpretazione delle leggi.

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Detrazione 50% applicabile anche alle diagnosi energetiche di edifici

L’AdE conferma che la detrazione fiscale si può applicare anche senza opere edilizie, purché la diagnosi contenga indicazioni sul risparmio energetico raggiunto.

 

27 Giugno 2014

La diagnosi energetica di un immobile può godere della detrazione IRPEF 50%, purché consenta un risparmio energetico misurabile.
A dirlo è l’Agenzia delle Entrate in risposta ad un quesito posto dall’Istituto Casacerta: la detrazione fiscale potrà dunque essere applicata anche in assenza di opere edilizie, basta che la diagnosi energetica contenga nel dettaglio i calcoli del risparmio energetico ottenibile attraverso gli interventi attuati. Parte di questi interventi riguarderà l’utilizzo e le abitudini del sistema di riscaldamento dell’abitazione (regolazione della temperatura interna, ore di accensione dell’impianto, osservazione dei parametri standard di legge).
Il consumo energetico di un immobile, escluse le opere edilizie, potrebbe riguardare anche interventi sugli impianti elettrici, ACS, effettuabili direttamente dal proprietario o da ditte specializzate.

Il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate fa luce anche su un altro aspetto delle detrazioni: la diagnosi energetica è infatti un primo passaggio fondamentale per individuare le azioni corrette da intraprendere per ridurre i consumi energetici di un immobile. Questa fase, però, troppo spesso viene sacrificata per dare più importanza a lavori che consentono di scaricare i costi ma che alla fine non garantiscono il risparmio energetico rincorso.

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Tariffa sperimentale D1 per pompe di calore

In seguito alla delibera 205/2014/R/EEL, l’Autorità per l’Energia ha approvato le modalità attuative della nuova tariffa sperimentale D1 per gli utenti domestici che utilizzano le pompe di calore come unica fonte di riscaldamento per le proprie abitazioni e che partirà ufficialmente dal primo luglio.

Fino ad oggi, i costi dell’energia erano strutturati in modo da crescere all’aumentare dei consumi, sia in termini di corrispettivi fissi (impegno di potenza), sia in termini di componente energia (costo del kWh), scoraggiando gli alti consumi di energia elettrica.
Con questa nuova delibera, l’AEEGSI dà ora il via alla sperimentazione della tariffa D1 non progressiva che non prevede un aumento degli oneri e dei corrispettivi tariffari con l’aumento dei consumi.

Questa tariffa è dedicata esclusivamente agli utenti in bassa tensione che utilizzano pompe di calore elettriche come unicosistema di riscaldamento, escludendo al momento gli impianti ibridi formati da caldaia-pompa di calore. Tra i criteri di ammissibilità è, inoltre, richiesto che le pompe di calore siano state installate non prima del 1° gennaio 2008.

La tariffa sarà offerta dai venditori del servizio di maggior tutela, mentre i venditori in regime di mercato libero non saranno obbligati a proporla e potranno scegliere se aderire o meno alla sperimentazione.
Se, al termine del periodo di sperimentazione (2014-15), la tariffa D1 non dovesse essere estesa a tutti gli utenti domestici, al fine di tutelare gli investimenti in impianti a pompa di calore effettuati dagli utenti che aderiranno alla tariffa, l’Autorità la applicherà comunque a questi ultimi per un periodo di 10-12 anni.

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Finanziaria 2013: 65% detrazione fiscali per il risparmio energetico

Investire sugli edifici non è mai stato così conveniente. Se sei un privato, un’impresa, un esercente, un professionista, puoi beneficiare delle agevolazioni fiscali della finanziaria 2013 per il risparmio energetico degli edifici. Potrai così sostituire la vecchia caldaia o l’impianto di riscaldamento risparmiando fino al 65%. Calortec ti offre soluzioni immediate e vantaggiose per rispettare l’ambiente con una moderata spesa. La finanziaria 2011-2013 ti riconosce agevolazioni per:

  1. interventi di riqualificazione energetica/caldaie a biomassa;
  2. interventi sugli involucri degli edifici con isolamento delle murature o sostituzione delle finestre;
  3. installazione di pannelli solari;
  4. sostituzione della caldaia con caldaia a condensazione;
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